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Progetti

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Archeologia - Ricostruzioni 3D

Il sottile equilibrio della collaborazione

Scritto da Mariangela Riggio.

La collaborazione all’interno di uno studio di progettazione, così come in ogni attività umana ha un suo sottile e delicato equilibrio. Vi sono alcuni ingredienti necessari quali: obiettivi, aspirazioni, spirito di iniziativa, rispetto, fiducia. I più delicati sono obiettivi e aspirazioni, perché questi devono essere comuni. Solo a partire da obiettivi e aspirazioni comuni si può raggiungere insieme lo stesso risultato o risultati complementari. Da aspirazioni diverse nascono obiettivi diversi e dunque la collaborazione porta a risultati tra se non compatibili.

Lo scontro di idee in una collaborazione deve essere il “motore per l’autocritica”, per la crescita e per lo sviluppo di una soluzione sempre migliore, ma bisogna guardare verso lo stesso orizzonte.

Rispetto e fiducia li troviamo in ogni sano rapporto umano, non possono non esserci tra persone che ogni giorno condividono la stessa esperienza lavorativa.

E’ necessario considerare le idee e le proposte di ciascuno per valutarle insieme, nel rispetto delle conoscenze e degli studi propri di ciascun componente del gruppo. La fiducia nel ruolo coperto da ciascun componente deve essere piena. Il dialogo deve servire a superare eventuali dubbi e a risolverli insieme. E’ rispetto della sfera lavorativa e delle competenze di ciascuno e insieme rispetto dell’essere umano.

Altri ingredienti che dovrebbero nascere spontaneamente se i fondamentali sono già solidamente esistenti sono: l’orgoglio, la caparbietà, la riservatezza.

Orgoglio e caparbietà non sono necessariamente sinonimi di presunzione. Un’idea se ritenuta giusta non va forse difesa? L’orgoglio non è anche rispetto di se stessi e imporre che gli altri ve ne mostrino? Cosa significa essere orgogliosi di qualcuno o di se stessi? Essere orgogliosi del proprio progetto non genera quella forza per la quale si tenta di difenderlo e di migliorarlo sempre di più?

La caparbietà è nel non mollare alla prima difficoltà, non lasciarsi trasportare dalle opinioni di chiunque, ma riuscire sempre a valutare con propria coscienza riprendendo quegli ideali e quegli obiettivi per cui ci si sta impegnando.

L’obiettivo per cui è nato questo studio è quello che ci è stato inculcato nel corso degli studi per intraprendere la professione e che ogni architetto dovrebbe continuare a coltivare durante la sua attività.

“Con la sua attività, il Professionista nel comprendere e tradurre le esigenze degli individui, dei gruppi sociali e delle autorità in materia di assetto dello spazio concorre alla realizzazione e tutela dei valori e degli interessi generali….”

“ Il Professionista rende la sua opera per realizzare le esigenze del  proprio committente, fornendo il sapere e l’assistenza tecnica necessari; promuove una trasformazione degli spazi che tenga conto del patrimonio culturale e architettonico, salvaguardando gli equilibri naturali e garantendo la sicurezza delle persone e la qualità della vita dell’utente finale, nell’ambito delle rispettive competenze. Per poter svolgere al meglio il suo compito, il Professionista ha il dovere di conservare la propria autonomia di giudizio e di difenderla da condizionamenti esterni di qualunque natura. Con la sua firma, dichiara e rivendica la responsabilità, intellettuale e tecnica, della prestazione espressa.” (Tratto dal “Codice Deontologico degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori, Architetti Junior e Pianificatori Junior Italiani)”.

 

A proposito della libertà di giudizio, in un rapporto di collaborazione, è grave che venga lesa tale libertà, vuol dire che si è perso di vista l’obiettivo comune? Doversi trovare a difendere la propria libertà di giudizio da condizionamenti esterni e interni, quindi dover difendere il proprio giudizio perfino dalle ingannevoli e albitrarie decisioni del proprio collega è sintomo di scarsa collaborazione. Innanzi a responsabilità e obiettivi comuni, la difesa dai condizionamenti che ledono gli stessi obiettivi deve essere compatta.

Abbandoniamo i paroloni e concludiamo con un solo motto comune all’orecchio di tutti: uno per tutti e tutti per uno, senza spade, ma solo con l’orgoglio e il rispetto della propria autonomia di pensiero di fronte alle congiunte responsabilità di un gruppo di progettazione.

 

Lo studio nasce con questi obiettivi, dall’iniziativa dell’Arch. Riggio e si avvale di collaborazioni esterne per assolvere a tutte le esigenze proprie di ogni incarico. 

 

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