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Progetti

Architettura - Ricostruzioni 3D

Archeologia - Ricostruzioni 3D

Sistemi digitali per la rappresentazione dell'architettura

Scritto da Mariangela Riggio.

Nel Quattrocento Filippo Brunelleschi mette appunto un sistema per la rappresentazione dello spazio: la prospettiva.

Oggi quel bisogno di disegnare lo spazio è pienamente soddisfatto, va oltre la tavoletta dipinta di Brunelleschi, oltrepassa il solo uso del foglio di carta, della matita e delle squadre. Oggi la prospettiva è sullo schermo del computer, e non è più solo un disegno bidimensionale, nasce dall’elaborazione di elementi tridimensionali, è la composizione “materiale” dello spazio trasferito ai sistemi digitali. Oggi lo spazio rappresentato è “navigabile”.

L’avvento delle nuove tecnologie digitali ha ormai cambiato il linguaggio di comunicazione dell’architettura, da sempre legato necessariamente alle immagini, ai disegni, alla simbologia derivante da un codice tecnico universale. Accanto a tutto ciò, ai nostri giorni, è possibile anche anticipare l’aspetto di un ambiente, nei suoi spazi, nei suoi colori e materiali sottolineati dalla luce che lo pervade, prima ancora che esista. La visualizzazione architettonica per mezzo dei sistemi di modellazione digitale, di simulazione materica e luminosa (rendering) nei sistemi di esplorazione virtuale dello spazio ricostruito tridimensionalmente per mezzo di software specifici, consente di mostrare quello che ancora non esiste, non è mai esistito o ciò che è andato perduto. Una volta la pittura e  il disegno già consentivano di far viaggiare la fantasia, mostrandoci paesaggi surreali o lasciandoci testimonianze dal passato. Ma ne restava un’immagine bidimensionale. Solo la tecnologia avanzata digitale oggi ci trasferisce “virtualmente” all’interno di ambienti inesistenti.

L’avvento dei nuovi sistemi di gestione del disegno assistito al computer di tipo BIM (Building Information Modelling) consentono velocità e controllo di ogni singolo elemento e contemporaneamente di tutto ciò che compone un progetto. Si tratta di software che consentono la creazione di elementi tridimensionali a partire da parametri specifici (i dati dimensionali e materici) con il vantaggio di gestire correttamente le connessioni tra gli stessi ed apportare agevolmente le eventuali modifiche. Non serve più invitare i disegnatori a ricontrollare uno per uno i disegni, i prospetti, le sezioni, le planimetrie, perché è stata corretta la posizione di una finestra! Nei programmi di tipo BIM la correzione del singolo elemento (presente sul modello tridimensionale) è correttamente riportata su ogni elaborato (in quanto questi derivano dal modello tridimensionale) ed ogni eventuale elemento ad esso connesso si adatta alla nuova modifica. Ciò non significa che il controllo del progettista possa essere meno accurato, sicuri che il programma fa da sé, al contrario si presuppone che l’attenzione anche ai più piccoli particolari possa essere migliore perché già agevolata dalla velocità di gestione del progetto tridimensionale. La simulazione materica, della luce e dei punti di vista per mezzo di “telecamere virtuali” restituiscono immagini foto realistiche del progetto architettonico. Tutto ciò è a vantaggio di una miglior dialogo con la committenza, lo spazio è chiaramente percepibile fin nelle sue finiture materiche.

Anche nell’ambito culturale la rivoluzione digitale ha prodotto i suoi vantaggi, oggi siamo in grado di “visitare” le architetture delle antiche civiltà, di ricostruire virtualmente il Colosseo o la leggendaria Atlandide. Per fare un esempio, sicuramente  molto conosciuto, sulle mappe di Google Eart vi è la completa ricostruzione dell’Antica Roma.

Dal punto di vista didattico, lo studio delle architetture del passato o la riproposizione di progetti non realizzati di architetti illustri attrae maggiormente l’interesse degli studenti e invita a risolvere alcune questioni pratiche nella riproposizione di un ambiente (se pur virtualmente) a partire dai pochi disegni bidimensionali giunti fino a  noi. Laboratori didattici volti ai nuovi sistemi di rappresentazione sono infatti molto diffusi nelle nostre università.

Per finire non si può tralasciare il riferimento agli eclatanti esempi di realizzazioni architettoniche basate principalmente sullo studio e sulla gestione del progetto in ambiente digitale, data la sorprendente complessità: le architetture di Frank O Gehry o di Zara Hadid.

In conclusione possiamo affermare che oggi l’approccio all’architettura è dunque più facile sia in ambito progettuale che in abito culturale? I sistemi sono forse più complessi, gestiti dalle nuove generazioni, ma hanno comunque il potere di coinvolgere e affascinare chiunque.

Vi invito a vedere e a “visitare” alcuni esperimenti di ricostruzione e navigazione virtuale realizzati nella sezione "multimedia”.

 

 

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