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Architettura - Ricostruzioni 3D

Archeologia - Ricostruzioni 3D

Scritto da Super User.

Anche per il 2017, si conferma la proroga fino al 31 dicembre 2017 delle agevolazioni fiscali per interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici.

Di cosa si tratta?

Sono detrazioni dall’Irpef  (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires  (Imposta sul reddito delle società) sulla base delle spese sostenute e indicate nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico persone fisiche). Le detrazioni verranno ripartite in dieci rate annuali.

La percentuale di detrazione varia in base agli interventi edilizi realizzati sui propri immobili.

Si possono individuare tre categorie di interventi:

-       Riqualificazione energetica degli edifici: si tratta di interventi utili a migliorare l’efficienza energetica di un edificio, ovvero che abbiano lo scopo di ridurre il consumo energetico,  usare fonti di energia rinnovabili, ridurre le emissioni inquinati. In pratica può trattarsi di interventi utili a garantire l’isolamento termico dell’edificio (coibentazione di tetti, pavimenti, realizzazione di cappotti termici), la sostituzione di infissi, la sostituzione di impianti obsoleti (impianto elettrico, idrico, impianto per la climatizzazione), installazione di impianti che usano energie rinnovabili (es. impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, impianto solare,  caldaia a biomassa o a condensazione per la produzione di acqua calda sanitaria).

-      Ristrutturazione edilizia e bonus mobili:  nel caso di interventi finalizzati alla ristrutturazione di un immobile, interventi di manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo. Insieme agli interventi edilizi, sono soggetti a detrazioni anche le spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, esclusivamente di classe energetica non inferiore ad A+, destinati all’immobile oggetto di ristrutturazione.

-    Interventi di adeguamento antisismico: su edifici residenziali (abitazione principale) o destinati ad attività produttive, al fine di migliorarne le prestazioni di sicurezza in caso di sisma, su qualunque area del territorio nazionale (a prescindere che la zona su cui ricada sia di alta, media o bassa pericolosità sismica).

-    Interventi di manutenzione ordinaria su parti comuni.

 

Le novità introdotte.

Riportiamo brevemente le novità stabilite fino al dicembre 2017:

- le detrazioni fiscali riguardanti le ristrutturazioni edilizie sono previste al 50%  per un importo massimo di 96.000 euro fino al 31 Dicembre 2017. Dal 1° Gennaio 2018 torneranno alla percentuale minima del 36%  fino ad un tetto massimo di  48.000 euro;

- per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe A+ (A per i forni) destinati ad immobili oggetto di ristrutturazione, si può usufruire della detrazione del 50% fino al 31 Dicembre 2017;

- l’adozione di misure antisismiche sono soggette a detrazioni che possono raggiungere anche gli 80/85% a seconda dei risultati raggiunti in termini di classi si sicurezza dell’edificio al termine dell’intervento. Solo nel caso di tali interventi, le detrazioni saranno suddivise in 5 anni piuttosto che in 10 anni come negli altri casi;

- cessione del credito relativo alla detrazione: possibilità di cedere il credito all’impresa che esegue i lavori o ad altri soggetti privati. (Le modalità di cessione dei crediti sono state definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate dell’8 giugno 2017).

Per informazione più dettagliate vi rimandiamo alla  guida costantemente aggiornata fornita dal sito dell’Agenzia delle Entrate;  di seguito vi indichiamo i  link:

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/home/cosadevifare/agevolazioni/detrristredil36/schinfodetrristredil36

 

Mini guida bonus mobili:

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Agenzia/Agenzia+comunica/Prodotti+editoriali/Guide+Fiscali/Agenzia+informa/pdf+guide+agenzia+informa/Guida_bonus_mobili.pdf

 

Guida alla ristrutturazione edilizie:

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Agenzia/Agenzia+comunica/Prodotti+editoriali/Guide+Fiscali/Agenzia+informa/pdf+guide+agenzia+informa/Guida_Ristrutturazioni_edilizie.pdf

 

Scritto da Arch. Mariangela Riggio.

«Una frana di inconsuete dimensioni, improvvisa, miracolosamente incruenta, ma terribile nello stridolare o incrinare irrimediabilmente spavalde gabbie in cemento, ed impietosa, al tempo stesso, nello sgretolare vecchie abitazioni di tufo, in pochi istanti, ha buttato fuori casa migliaia di abitanti ponendo Agrigento sotto nuova luce e nuova dimensione». Era il 19 luglio del 1966, un disastro, per certi versi da lungo tempo annunciato, colpì la zona sud occidentale della città, furono particolarmente danneggiati i quartieri di Santa Croce e San Michele e migliaia di persone rimasero senza tetto.

All’indomani del grave evento calamitoso, l’eco di denuncia delle irregolarità urbanistiche della città, già da tempo sollevatosi, tornò più forte di prima e svegliò finalmente l’interesse nazionale; infatti, l’allora ministro on. Giacomo Mancini, con decreto del Ministero dei Lavori Pubblici (n° 12795 del 3 agosto 1966), istituì la Commissione d’indagine per far luce sulla situazione urbanistica di Agrigento, per chiarire fino in fondo aspetti edilizi e speculativi con tutte le conseguenti responsabilità. La commissione era composta da: dott. Amindore Ambrosetti, prof. Giovanni  Astengo, il vice Prefetto Nicola Di Paola, prof. Giuseppe Guarino, prof. Bruno Molatoli, ing. Angelo Russo, prof. ing. Cesare Valle, e presieduta da Michele Martuscelli, direttore generale dell’urbanistica del ministero dei Lavori Pubblici dal 1965 al 1983.

Continua a leggere: vai alla sezione speciale pubblicata "IN OCCASIONE DEI 50 ANNI DALLA FRANA DI AGRIGENTO 19 LUGLIO 1966/2016"

 

Leggi altri contenuti speciali sulla frana del 19 Luglio 1966 nella sezione dedicata.

 

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